Paolo Conte

Copacabana e il Mocambo, vamp sotto le stelle del jazz, il fumo di una sigaretta, Parigi e impermeabili. Tutto filtrato attraverso le brume monferrine, che di questa stagione inzuppano i fossi; e oltre i tetti delle cascine, le dolci ondulazioni dei bric, dietro le curve della statale, si annusa già il mare di Genova. I cinematografi proiettano vecchi sogni americani, mentre fuori si vive una quotidianità fatta di poco clamore, abitudini radicate, scontrosità e improvvise bizzarrie. Nelle canzoni prendono corpo piccoli bozzetti sonori che scorrono con il fruscio della pellicola. Fats Weller, Tom Waits, Cole Porter, Jacques Trenet. Paolo Conte. La voce di catrame sprofondata tra rumba e milonga, dita nodose tra i tasti bianchi e soprattutto neri, l’elegante ispirazione strumentale. Attorno al pianoforte si costruisce il collage dei fiati e delle chitarre, scandito dal ritmo frusciante delle spazzole. Sono racconti per immagini, sequenze di rime, assonanze, onomatopee, atmosfere rarefatte in cui l’ascoltatore si tuffa rapito. L’evocazione ammiccante di un mondo sconosciuto e lontano, eppure così inspiegabilmente familiare. Per questo così affascinante.

6 responses to “Paolo Conte”

  1. Avatar Antonio Cracas

    Via, via, vieni via di qui,
    niente più ti lega a questi luoghi,
    neanche questi fiori azzurri…
    via, via, neanche questo tempo grigio
    pieno di musiche
    e di uomini che ti sono piaciuti…
    It’s wonderful, it’s wonderful, it’s wonderful,
    good luck my babe,
    Fantastico!
    Buona giornata Pim

  2. Avatar Silenziosa Velocità

    “Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti” da Boogie.
    Lo sentii qualche anno fa al “Regio”, assolutamente grande !
    Il mio blog deve a lui il suo nome..

  3. Avatar irenespagnuolo
    irenespagnuolo

    Pim, un omaggio intenso e penetrante.
    Intenso e penetrante come lui 🙂
    Poeta e uomo di terra insieme. Con l’eleganza del pensiero e la grinta delle unghie che graffiano. Giochi di suoni e parole che rapiscono davvero…
    Grazie Pim!
    Un bacione
    Irene

  4. Avatar anto
    anto

    La citazione di Copacabana è un omaggio a Bollani vero? :-)))

  5. Avatar Pim

    @ Anto:
    Mi pareva una citazione di Paolo Conte, ma sono andato a memoria e posso aver sbagliato. Comunque Bollani, sì, certo.
    Grazie.
    Pim

  6. Avatar girasole

    Ricordo ancora con emozione il meraviglioso concerto in Arena del 2005. Pura magia ed emozione.
    Che ritrovo anche in questo tua suggestiva ed intensa descrizione.
    Ciao

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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