mi sono domandata tante volte com’è essere un’altra persona, o un oggetto, un animale, una cosa qualunque insomma… il tuo brano supporta questi miei pensieri…
Alla fine Mary, la scienziata che doveva sapere tutto sui colori… non sapeva nulla… perchè solo vivendo si può realmente scoprire qualcosa
Rosy:
Il senso è proprio questo: com’è essere un’altra cosa, un’altra persona? Non possiamo sapere che cosa si prova, perché non siamo quella cosa o quella persona: ignoriamo l’aspetto qualitativo della sua esistenza.
@ Fak U:
Frank Jackson docet. Vedo che siamo preparati sui filosofi della mente! 🙂
Buon fine settimana, grazie.
Pim
Cio che Mary non sapeva era che qualcuno sapeva ciò che non sapeva essere…. 🙂
Ciao Pim, buona settimana!
Grazie, anche a te Prish!

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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