"Io sono prigioniero di questa contraddizione: da una parte, credo dì conoscere l'altro meglio di chiunque e glielo dichiaro trionfalmente (« Io sì che ti conosco! Solo io ti conosco veramente! »); e, dall'altra, sono spesso colpito da questa evidenza: l'altro è impenetrabile, sgusciante, intrattabile; non posso smontarlo, risalire alla sua origine, sciogliere il suo enigma. Da dove viene? Chi è? Mi esaurisco in sforzi inutili: non lo saprò mai". (Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso)
Parlando d’amore, vero e falso, detto e non detto, si intrecciano come nel teatro in maschera. Ecco perché gli amanti amano la verità e, al contempo, le proprie illusioni.
A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
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