Per chiunque sia fornito di capacità naturale di meraviglia, c’è negli specchi qualcosa di inerentemente misterioso. Anzitutto lo specchio sa di più di quel che sa chi lo guarda, perché vede anche ciò che succede alle sue spalle. Questa proprietà, congiunta con la teoria dello specchio come anima, ha prodotto l’arte della catottromanzia o divinazione attraverso uno specchio. In secondo luogo lo specchio ha la proprietà perturbante di raddoppiare ogni cosa. Come pensa uno degli eresiarchi di Uqbar, nella finzione di Borges intitolata ”Tlón, Uqbar, Ortis Tertius”, << gli specchi e la copula, sono abominevoli, poiché moltiplicano il numero degli uomini >>. In terzo luogo lo specchio contiene dentro di sé uno strano mondo in cui ogni cosa è invertita o rovesciata, dai capelli separati dalla scriminatura alle pagine stampate di un libro. La scrittura segreta di Leonardo ha molto in comune con il mistero degli specchi, davanti ai quali deve essere tenuta per essere decifrata.(Theodore Zioikowski, The Magic Mirror, in Disenchanted Images. A Literary Iconology)







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