Mi hai fatto venire la voglia di un buon English tea.
Serena serata Pim
Osman
Old England, che nostalgia. Ricordo una sala da té di Stratford-on-Avon: tavoli rotondi con il piano di marmo senza tovaglia e il treppiede dorato a zampe di leone, piante in vaso, apple pie with cream, silenzio profondo rotto soltanto dal tintinnio leggero dei cucchiaini sulle delicate tazze di poorcellana. Grazie per questa rievocazione e per le splendide parole della canzone, Pim. You are my cup of tea
dragor (journal intime)
Davvero come un sorso di buon tè!
Prish
Yes, please! Non rinuncio mai ad una cup of tea. E questa è speciale.
Elena
hello, english pim!

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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