APS, Ops M. presenta la sua seconda raccolta di poesie alla libreria X. È un APS (Autore a Proprie Spese) che ha già pubblicato un volumetto di cui, per essere sinceri, la letteratura italiana non sentiva un’effettiva necessità. Ma tant’è. E così M., tirato a lucido come una scarpa, compare davanti a una platea che, pur volendo essere indulgenti, non si può certamente definire vasta. Delle sette-otto persone presenti, poi, i due terzi si qualificano come parenti prossimi, e ho la netta impressione che il Nostro susciti tra costoro un consenso appena tiepido. C’è quindi il mio amico L., che è d’animo troppo beffardo per riuscire a negarsi una splendida occasione come questa. Per quel che mi riguarda speravo almeno in un decoroso buffet, ma non ne scorgo – ahimè – traccia.

L’Autore è introdotto dalla professoressa G., la quale ha accettato di scrivere qualche parola di prefazione. La verità è che G., non sapendo che pesci prendere, ha chiesto soccorso a un insigne collega di Lettere in pensione che, sembra, non abbia affatto gradito.

Mentre M. illustra con dovizia di particolari la propria poetica, l’Opera mi giunge infine tra le mani. Contiene svariate liriche sul paesello natio, sul primo amore oramai imbolsito e qualche scheletrito esempio di poesia cimiteriale.

Io fingo un deferente interesse, L. sogghigna senza ritegno.

(Ottobre 2006)

5 risposte a “APS? Ops!”

  1. Avatar Prishilla

    Quando vedo cose di questo genere dico sempre a chi mi sta vicino “mi raccomando, se divento così fatemi interdire!” E spero che se lo ricordino per davvero….
    Buona giornata, Prish

  2. Avatar Pim

    No, Prish, non succederà mai, ne sono certo… 🙂
    Dal canto mio, per evitare problemi, spero casomai di essere pubblicato postumo…
    Buona giornata anche a te, ciao.
    Pim

  3. Avatar Prishilla

    La pubblicazione postuma la trovo tres chic!! il più tardi possibile, però ;-))

  4. Avatar rosy
    rosy

    ne conosco di gente così!…. sei un pò cattivello, però!:)

  5. Avatar Pim

    Sarcastico, più che altro. A volte provo un impulso irresistibile… 🙂

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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