(The Cap and the Bells, W.B. Yeats. Grazie a I. per la traduzione.)
(The Cap and the Bells, W.B. Yeats. Grazie a I. per la traduzione.)
@ PIM, ma che tenera, dolce, romantica questa poesia !
Con quale serenità narra dell’anima del giullare avvolta nel manto blu; quanto amore nel cuore palpitante fra il manto rosso. E poi alla fine Lei cede : per un soave finale raccolto dentro La Quiete dell’Amore ai suoi piedi. Un tocco delicatamente fiabesco.
Ed io che come berretto a sonagli conoscevo solo la commedia di Pirandello.
Un ‘tocco’ di favola, ogni tanto, non guasta mai:
grazie.
Sono contento che la poesia ti sia piaciuta. Yeats non è un autore molto conosciuto, nonostante Branduardi abbia musicato alcune delle sue liriche più belle. Secondo me vale una lettura. Magari lungo queste sere estive…
Ciao, grazie.
Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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