Una delle poesie di Yeats che preferisco. L'omaggio di un giullare alla sua regina.

Il giullare avanzò nel giardino; 
il giardino si era fatto silenzioso;
egli ordinò alla sua anima di sollevarsi
e di posarsi sul davanzale dell’amata.

Essa si sollevò avvolta da un manto blu,
quando i gufi iniziarono a chiamare:
si era fatta saggia nel linguaggio pensando
ad un passo calmo e lieve.

Ma la giovane regina non volle ascoltare;
si levò con la sua veste da camera pallida;
rinchiuse gli scuri 
e abbassò i chiavistelli.

Egli ordinò al suo cuore di andare da lei,
quando i gufi cessarono il richiamo;
in un manto rosso palpitante
esso le cantò attraverso la porta.

Era diventato dolce nel linguaggio sognando
capelli fluttuanti come fiori;
ma ella prese il ventaglio dal tavolo
e lo cacciò via nell’aria.

“Ho un berretto a sonagli” egli meditò,
“lo invierò a lei e poi morirò”;
e quando si fece mattina
lo lasciò lungo il suo sentiero.
Ella lo pose sul petto,
sotto una nuvola di capelli,
le sue labbra rosse gli cantarono una canzone d’amore
finché le stelle sorsero in cielo.

Ella aprì la sua porta e la sua finestra,
ed il cuore e l’anima entrarono,
alla sua destra venne quello rosso,
alla sua sinistra la blu.

Essi iniziarono un brusio come grilli,
un chiacchiericcio saggio e dolce,
e i suoi capelli erano come un fiore ancora in bocciolo
e la quiete d’amore ai suoi piedi.

(The Cap and the Bells, W.B. Yeats. Grazie a I. per la traduzione.)

2 risposte a “Il berretto a sonagli”

  1. Avatar Silvia GM
    Silvia GM

    @ PIM, ma che tenera, dolce, romantica questa poesia !
    Con quale serenità narra dell’anima del giullare avvolta nel manto blu; quanto amore nel cuore palpitante fra il manto rosso. E poi alla fine Lei cede : per un soave finale raccolto dentro La Quiete dell’Amore ai suoi piedi. Un tocco delicatamente fiabesco.
    Ed io che come berretto a sonagli conoscevo solo la commedia di Pirandello.
    Un ‘tocco’ di favola, ogni tanto, non guasta mai:
    grazie.

  2. Avatar Pim

    Sono contento che la poesia ti sia piaciuta. Yeats non è un autore molto conosciuto, nonostante Branduardi abbia musicato alcune delle sue liriche più belle. Secondo me vale una lettura. Magari lungo queste sere estive…
    Ciao, grazie.
    Pim

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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