Bianco rosso e VerdoneUn omaggio a Mario Brega, uno tra i più efficaci caratteristi del cinema italiano – da Sergio Leone a Carlo Verdone, passando per Dino Risi. Il suo umorismo romanesco ci ha regalato sequenze e battute esilaranti. “Er principe”, camionista rude e trasandato, impartisce una lezione magistrale su come fare un’iniezione (lei è Elena Fabrizi, l’indimenticabile Sora Lella). «A giovanò. 'Sta mano pò èsse fero e pò èsse piuma… oggi è stata 'na piuma».

Bianco, rosso e Verdone, di Carlo Verdone, con Carlo Verdone, Elena Fabrizi, Mario Infanti, Milena Vukotic, Mario Brega (Italia, 1980, 110’). Sabato 9 ottobre, Iris, ore 20,55.

Una risposta a “Bianco, rosso e Verdone”

  1. Avatar Pim

    Roma, 12 ott. – (Adnkronos)
    E’ morto oggi all’ospedale di Tivoli l’attore Angelo Infanti. Infanti, che aveva 71 anni, è morto per un arresto cardiaco. Si è sentito male nella sua casa di Zagarolo, il piccolo centro vicino Roma dove era nato il 16 febbraio del 1939, e si è poi spento all’ospedale di Tivoli. Infanti era noto per i suoi ruoli nei primi film di Carlo Verdone: ‘Borotalco’ del 1981 (nel quale interpretava l’indimenticabile Manuel Fantoni) e ‘Bianco, rosso e Verdone’ del 1982. Il suo nome era legato anche alla serie di ‘Emanuelle nera’ di Joe D’Amato ma aveva recitato anche con grandissimi registi: da Francis Ford Coppola nel ‘Il Padrino (era il killer Fabrizio) a Luchino Visconti ne ‘Il Gattopardo’, a Claude Chabrol in ‘All’ombra del delitto’.
    Tra gli anni settanta e gli anni ottanta si era dedicato prevalentemente al cinema italiano di genere, girando diversi ‘sexploitation’, i poliziotteschi e alcuni thriller. Era molto amico di Bud Spencer con cui aveva girato tre film: ‘Piedone lo sbirro’, ‘Piedone d’Egitto’ e ‘Il soldato di ventura’. Dagli anni ’90 si era dedicato prevalentemente alle fiction tv, partecipando a serie di grande successo, da ‘Don Matteo’ a ‘Gente di mare’. Tra gli ultimi film che aveva interpretato figurano ‘Il seme della discordia’ di Pappi Corsicato, ‘Ex’ di Fausto Britti e ‘Letters to Juliet’ di Gary Winick.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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