Ancora a proposito di Sarah Fate memoria su come i media hanno trattato la figura di Sarah Scazzi. Al principio l’hanno descritta alla stregua di una puttanella: sotto la lente d’ingrandimento sono finiti il diario, i contatti su Facebook, le amicizie. Le fotografie che passavano sembravano ritrarre una giovane indossatrice, e per un po’ è stata prospettata l’ipotesi di un allontanamento volontario. Dopo la confessione dello zio e il ritrovamento dei poveri resti, stampa e televisione hanno invertito bruscamente la rotta, dipingendo a questo punto Sarah come una specie di martire.

I media sono dotati di un potere terribile: quello di attribuire etichette che possono trasformare concretamente l’immagine di una persona. Se i giornalisti chiamano “santo” o “mostro” qualcuno, l’etichetta prodotta avrà efficacia quasi indelebile sull’opinione pubblica.

Ma c’è un elemento ancora più inquietante. << Nella fascia oraria protetta, invocando il diritto alla cronaca e all’attualità, Rai e Mediaset stanno mandando in onda in questi giorni una vera e propria galleria degli orrori. Approfondimenti che sfiorano la morbosità sul penoso caso di Sarah Scazzi, corredati da descrizioni minuziose dell’omicidio, violenze, testimonianze shock di familiari e conoscenti. È una situazione francamente inaccettabile >>. Così affermava ieri Enzo Bianco, esponente del Pd.

Accadde la stessa cosa per la vicenda di Cogne. Eccitate dai media, schiere di curiosi armati di fotocamera si recano in questi giorni ad Avetrana in una sorta di pellegrinaggio voyeuristico. Tra loro e lo zio di Sarah, mi chiedo chi sia più matto.

10 risposte a “Ancora a proposito di Sarah”

  1. Avatar Pim

    Taranto, 23 ott. – (Adnkronos) – Una ordinanza che prevede la chiusura di alcune strade di Avetrana, in particolare via Grazia Deledda e vico II di via Verdi, dove si trovano rispettivamente le abitazioni della famiglia Scazzi e della famiglia Misseri, è stata predisposta dal comandante della Polizia municipale della cittadina tarantina, e verrà firmata entro stasera dal sindaco, Mario De Marco. Lo conferma all’ADNKRONOS lo stesso primo cittadino.
    Un provvedimento che intende evitare quanto avvenuto in particolare domenica scorsa quando comitive di ‘turisti’, attirati dal richiamo verso la tragica vicenda della 15enne, suscitato dalle dirette televisive, si sono presentati soprattutto davanti a casa Misseri, il luogo dove il 26 agosto è stata uccisa Sarah Scazzi. Domani viene dato per certo il ripetersi del fenomeno. Viene annunciato l’arrivo addirittura di pullman da fuori provincia e regione. ”Se si abbassero un po’ i riflettori su questa storia – dice il sindaco – forse questo turismo macabro si spegnerebbe”.

  2. Avatar Prishilla

    non sfiorano la morbosità, la abbracciano voluttuosamente e spudoratemente.
    visto che io non posso spegnere i riflettori, penso che l’unico modo sia spegnere la tv. e lo faccio, puntualmente.
    buon lunedì, prish

  3. Avatar Pim

    @ Prish:
    Bene ha fatto il direttore de “la Stampa” a non mettere in rete l’audio degli interrogatori. Non avrebbero aggiunto nulla riguardo a ciò che già sappiamo – che è già fin troppo, mi pare.
    Buon lunedì anche a te.
    Pim

  4. Avatar rosy
    rosy

    ieri sera anche la littizzetto ha detto la sua sullo sciacallaggio attuato dai mass media. del tutto condivisibile.

  5. Avatar Silvia GM
    Silvia GM

    @ PIM Sì. Molto signorile, professionale, educativo, corretto il corsivo del dott. Mario Calabresi che appare su La Stampa di oggi. Sagace ed acuto il titolo: = il rispetto del lenzuolo bianco.= Saggio, insieme ai colleghi, nella scelta. Ho anche visto ed ascoltato il ‘ sermone’ in stile Littizzett..iano… ieri sera. Brava Luciana.
    Con stima a te caro Pim.
    Un saluto.

  6. Avatar irenespagnuolo
    irenespagnuolo

    Sulla parola matto avrei parecchio da dire in verità…ma sorvolo. Anche questa è un’etichetta, insomma. Per lo zio di Sarah, colpevole o innocente non lo sappiamo, e per chiunque…
    Comunque l’idea del “mostro” è una fuga, in realtà. Montare e cavalcare l’orrore e la morbosità serve a non ammettere che il bene e il male fanno parte dell’uomo e della vita. E che, forse, dovremmo riflettere ben di più e diversamente su certe condizioni umane, psicologiche, culturali, sociali…
    Condivido naturalmente l’invito al silenzio e al rispetto.
    Ciao Pim, un abbraccio
    Irene

  7. Avatar Pim

    @ Silvia:
    Grazie. Stima ricambiata.
    Un caro saluto.
    @ Irene:
    Ho utilizzato provocatoriamente il termine “matto”, etichetta appioppata superficialmente dai mass-media senza la benché minima volontà di comprendere la personalità del Messeri – peraltro in assenza di una perizia psichiatrica. Media che si limitano a fare illazioni gratuite, fuori dai cancelli o negli studi televisivi gremiti di tuttologi da strapazzo.
    Un abbraccio anche a te, cara Irene.
    Pim

  8. Avatar stelladineve

    Questo sciacallaggio è veramente triste… 🙁
    Sono contenta che continui a leggermi, penso siate in pochi ormai

  9. Avatar Pim

    @ Stelladineve:
    Non riesco a passare molto spesso, però ti leggo sempre volentieri. Penso che siano rimasti in pochi a leggere pure il mio blog – qui siamo purtroppo in fase di smobilitazione… ma pazienza. L’importante è avere sempre qualcosa da scrivere.
    Un caro saluto.
    Pim

  10. Avatar Roberto
    Roberto

    Ebbene caro Pim, come darti torto,questo fenomeno mediatico poco edificante ha coinvolto tutti noi, nonostante si tenti in ogni modo di sfuggire a questo bombardamento dei media.Ci hanno sbattuto in faccia atrocità quasi indicibili e che purtroppo ahimè ,seguono anche i nostri figli,incapaci orami di distinguere tra realtà e finzione.Sarebbe auspicabile una regolamentazione rigorosa ,sulla diffusione mediatica della cronaca nera,delle fascie orarie protette nelle quali le notizie siano meno dirette e raccapriccianti, a tutela dei minori.Spesso mi immedesimo nella disgrazia vissuta dalla famiglia e cerco di comprenderne le angoscie, la rabbia e lo sconforto e di come soprattutto, la loro vita sia orami alla mercè di tutti noi. Ciao Pim.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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