Casomai si imparasse Molti anni fa lessi – o finsi di leggere – L’arte di amare di Erich Fromm, una di quelle leggerezze che si commettono solo da giovani (di Fromm ci sarebbe molto altro e di molto meglio). Ad ogni modo, nel saggio si metteva in luce la differenza fra l’amore immaturo e quello maturo. Il primo dice ti amo perché ho bisogno di te, il secondo invece ho bisogno di te perché ti amo.

Avevo capito la differenza – il bisogno come soggetto, l’amore come oggetto e non viceversa (guai!). Peccato che, come capita tutte le volte che imparo qualcosa a memoria, mi confondessi e recitassi la versione sbagliata: ti amo perché ho bisogno di te.

(Adesso che sulla psiche ne so qualcosa di più, sono certo che fosse l’inconscio a tradirmi: in effetti mi innamoravo perché avevo vergognosamente bisogno di un oggetto d’amore).

Le ragazze però mi beccavano sempre su ‘sta cosa (frequentavo solo ragazze colte oppure è un aforisma da rivista del parrucchiere?). Dovevo dunque giustificarmi di continuo, e così l’amore si perdeva nei ragionamenti d’amore prima ancora di diventare amore.

6 risposte a “Casomai si imparasse”

  1. Avatar rosy
    rosy

    ahhh l’amour – fou e no…
    è vero che l’amore ci cambia.
    in peggio.
    eheheh scherzo!

  2. Avatar Pim

    L’amour o è fou o non è amour, cara Rosy…

  3. Avatar dragor

    Secondo Theodore Reich l’amore nasce sempre na una condizione di bisogno.Senza bisgno non c’è amore. Cosi’ soggetto od oggetto, il risultato non cambia
    Ciao Pim, a presto
    dragor (journal intime)

  4. Avatar Pim

    E’ un po’ la concezione di Socrate (che Platone attribuisce a Socrate): Eros è figlio di Penia (mancanza) e Poros (ingegno). L’amore esprime in sé il bisogno di completezza, che l’innamorato s’ingegna di ottenere in mille modi.
    Eh, quante sciocchezze fatte per amore… ma quanto desiderio…
    Ciao Dragor, grazie.
    Pim

  5. Avatar Prishilla

    Fromm a parte, è molto bella questa immagine dell’amore che si perde nei ragionamenti su si sè prima ancora di esistere davvero. In fondo ragionare dei sentimenti è una contraddizione in termini: ma quanto ci tenta… 😉
    Prish

  6. Avatar Pim

    Una contraddizione in termini soprattutto se (come qualche volta mi è successo), nonostante i ragionamenti sull’amore, l’amore alla fine non arrivava…
    Ciao Prish.
    Pim

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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