All'Italia

O patria mia, vedo le mura e gli archi
E le colonne e i simulacri e l’erme
Torri degli avi nostri,
Ma la gloria non vedo,
Non vedo il lauro e il ferro ond’eran carchi
I nostri padri antichi. Or fatta inerme,
Nuda la fronte e nudo il petto mostri.
Oimè quante ferite,
Che lividor, che sangue! oh qual ti veggio,
Formosissima donna! Io chiedo al cielo
E al mondo: dite dite;
Chi la ridusse a tale? E questo è peggio,
Che di catene ha carche ambe le braccia;
Sì che sparte le chiome e senza velo
Siede in terra negletta e sconsolata,
Nascondendo la faccia
Tra le ginocchia, e piange.
Piangi, che ben hai donde, Italia mia,
Le genti a vincer nata
E nella fausta sorte e nella ria.

Se fosser gli occhi tuoi due fonti vive,
Mai non potrebbe il pianto
Adeguarsi al tuo danno ed allo scorno;
Che fosti donna, or sei povera ancella.
Chi di te parla o scrive,
Che, rimembrando il tuo passato vanto,
Non dica: già fu grande, or non è quella?
Perché, perché? dov’è la forza antica,
Dove l’armi e il valore e la costanza?
Chi ti discinse il brando?
Chi ti tradì? qual arte o qual fatica
O qual tanta possanza
Valse a spogliarti il manto e l’auree bende?
Come cadesti o quando
Da tanta altezza in così basso loco?

[]

(da All’Italia, di Giacomo Leopardi, vv 1-35)

4 responses to “All’Italia”

  1. Avatar dragor

    Leopardi sapeva benissimo la risposta, ma si guarda bene dal darla. La colpa di tutti i mali dell’Italia è la Chiesa cattolica da quando il papa ha preso il posto dell’imperatore. Infatti è nato uno Stato della Chiesa, ma non uno staro italiano
    Ciao Pim, a presto
    dragor (journal intime)

  2. Avatar Pim

    Affermare che è tutta colpa del papato è forse riduttivo ma non inesatto. Basti dire che, storicamente, la gerarchia cattolica si è sempre comportata in modo miope, schierandosi continuamente dalla parte sbagliata: con Mussolini, la Dc, Berlusconi…
    Ciao Dragor, à bientôt.
    Pim

  3. Avatar Flavio
    Flavio

    E storicamente abbiamo sempre avuto una classe dirigente inadeguata – se non incapace

  4. Avatar Pim

    Non sono troppo d’accordo. Direi piuttosto che siamo passati da Cavour a Berlusconi e da De Sanctis alla Gelmini…

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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