Kieslowski“È passato tanto tempo”, scriveva L., “e con Kieślowski mi è accaduta la stessa cosa, involontaria, che mi era capitata con Truffaut. La sua morte è così inconcepibile che non riguardo i suoi film. Succederà ancora, ma per il momento, come con certe lettere di amori finiti, non oso ritornare a quello che ha raccontato”.

Ci sono emozioni che vanno custodite affidandole al proprio cuore, perché la sola vista può sciuparle.

10 risposte a “Kieślowski”

  1. Avatar dragor
    dragor

    Se io fossi un regista morto, mi dispiacerebbe se la gente non guardasse i miei film con il pretesto che sciupano le emozioni. E’ come non ascoltare Mozart per non sciupare le emozioni di Mozart. D’accordo, lo shock per la sua morte è passato, pero’…
    Buona notte caro Pim, a presto
    dragor (journal intime)

  2. Avatar PuntoG

    E poi ci sono emozioni sciupate (leggi sprecate!), forse solo per il fatto di esserci o esserci state, di essere state provate.
    Già…..dovrei essere a casa a scrivere (citandomi!!!)
    Buon venerdì Pim

  3. Avatar Pim

    Anch’io, se fossi un regista o uno scrittore deceduto, vorrei l’immortalità (se non altro sarebbe un segno che la vita eterna esiste!).
    Capisco però il punto di vista dello spettatore o del lettore appassionato, il quale si rende conto che il suo autore preferito non potrà più raccontagli nulla al di là di ciò che ha già fatto. Sensazione che vale soprattutto per un autore contemporaneo, che magari lo ha accompagnato per un tratto di vita. Per me potrebbero essere Woody Allen o Umberto Eco, ad esempio (spero che non mi deludano morendo!).
    Ciao Dragor, grazie.
    Pim

  4. Avatar Pim

    Non so se esistano emozioni sciupate… magari mal gestite, ecco, forse sì… personalmente cerco di essere ottimista, penso che valga comunque la pena viverle perché ci insegnano qualcosa di noi che non sapevamo – nel bene e nel male.
    Anch’io vorrei essere a casa a scrivere! 🙂
    Ciao G. buon sole pomeridiano.
    Pim

  5. Avatar giacinta

    Ho dei Vhs ( adesso fanno tenerezza tanto sembrano irrimediabilmente “trascorsi”, autentici mammuth )con i film di K.K. che registrai tanto tempo fa con amore religioso, tanto mi piacevano. Vederli adesso significherebbe per me rivivere quegli anni e quelle emozioni ormai passate ed avvertirne la distanza. Impossibile non provare un po’ di malinconia. 🙂

  6. Avatar Pim

    Il Decalogo trasmesso da Rai3 su Fuori Orario, immagino… e anche la Trilogia dei Colori. 🙂
    Pensa che, recentemente, ho dovuto eliminare quegli antichi Vhs perchè si erano praticamente smagnetizzati. Hai ragione: rappresentano il substrato di un’epoca in effetti non lontana, una ventina d’anni circa, ma che anche per me è definitivamente passata.
    Ciao, grazie.
    Pim

  7. Avatar giacinta

    Si, proprio quei film.
    Non rinnego quell’amore, comunque. 🙂

  8. Avatar PuntoG

    L’”essere a casa” sottintende il sottotitolo del mio blog. Vale anche per te, Pim? 😐

  9. Avatar Pim

    Mi sono perso la citazione, G., scusami. 🙂
    Però sì, condivido: di solito quando sono felice esco, sebbene succeda che io annoti qualcosa mentre vado qua e là, indipendentemente dall’umore. In ogni caso, quando sono malinconico scrivo. E dopo sto meglio.

  10. Avatar PuntoG

    Non ti sei perso nulla Pim 🙂
    Anche io annoto sulla moleskina mentre vado qua e là, e indipendentemente dall’umore. Sto meglio anche io quando scrivo. Quasi sempre!!!!

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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