"L’appartenenza non è un insieme casuale di persone, non è il consenso a un’apparente aggregazione, l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé".
(Giorgio Gaber, Canzone dell’appartenenza)
"L’appartenenza non è un insieme casuale di persone, non è il consenso a un’apparente aggregazione, l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé".
(Giorgio Gaber, Canzone dell’appartenenza)
l’appartenenza è la radice che ci unisce agli altri.
Oppure le radici degli altri dentro noi.
Ciao Rosy.
Pim
Potremmo anche dire essere dentro agli altri, ma per questo occorre che tutti abbiano gli altri dentro di sé. L’appartenenza puo’ essere soltanto reciproca. reciproca
Ciao Pim, a presto
dragor (journal intime)
sì è reciproca. e comporta far spazio per gli altri dentro di noi.
poi un mio professore sottolineava questo altro aspetto: appartenere vuol dire essere parte, ma solo in parte. nessuna appartenenza è totalizzante, quando ci sembra che sia così ce la stiamo raccontando….
ciao! prish
Sì, è bene che nessuna appartenenza equivalga ad una fusione: occorre mantenere una propria individualità.
Ciao Prish, grazie!
Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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