Ci sono canzoni che misurano precise il tempo. Si intrecciano allusive con la trama dei giorni e ne rafforzano la struttura luminosa. Provocano sussulti improvvisi, evocano suggestioni, profumano l’aria su una voce che canta…

Bella, che ci importa del mondo
verremo perdonati te lo dico io
da un bacio sulla bocca un giorno o l’altro.
Ti sembra tutto visto tutto già fatto
tutto quell’avvenire già avvenuto
scritto, corretto e interpretato
da altri meglio che da te.
Bella, non ho mica vent’anni
ne ho molti di meno
e questo vuol dire (capirai) responsabilità
perciò…
Volami addosso se questo è un valzer
volami addosso qualunque cosa sia
abbraccia la mia giacca sotto il glicine
e fammi correre
inciampa piuttosto che tacere
e domanda piuttosto che aspettare.
Stancami e parlami
abbracciami
guarda dietro le mie spalle
poi racconta e spiegami
tutto questo tempo nuovo
che arriva con te.
Mi vedi pulito, pettinato
ho proprio l’aria di un campo rifiorito
e tu sei il genio scaltro della bellezza
che il tempo non sfiora.
Ah, eccolo il quadro dei due vecchi pazzi
sul ciglio del prato di cicale
con l’orchestra che suona fili d’erba e fisarmoniche.
(Ti dico)
Bella, che ci importa del mondo.
Stancami e parlami
abbracciami
fruga dentro le mie tasche
poi perdonami
sorridi
guarda questo tempo che arriva con te
guarda quanto tempo arriva con te.

2 responses to “Il bacio sulla bocca”

  1. Avatar douceamère
    douceamère

    che dire di questo pezzo ? …nulla, parlano le emozioni..

  2. Avatar Pim

    Secondo me è uno dei brani più toccanti di Fossati. Sarà che, dentro le canzoni, filtra sempre un po’ della propria vita…

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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