Il predominio delle ipotesi suui fatti<< Ecco, l’avevo detto io >>. Espressione che cala dall’alto come un giudizio universale in sedicesimo, pronunciata di solito con aria soddisfatta, soprattutto quando avvera un’impressione negativa. << Lo sapevo, eheh… >>. La sindrome del profeta, mi verrebbe da chiamare questa capacità di preveggenza il più delle volte presunta – oltre che irritante.

Si cade spesso in una trappola: quella di non mettere in discussione i propri convincimenti, non tener conto dei dati di realtà che potrebbero invalidarli. Facciamo fatica a liberarci dai preconcetti che ostacolano la comprensione di ciò che accade. Citando Popper (che fa sempre figo), i problemi derivano dal prevalere della tendenza verificazionista su quella falsificazionista. Quando abbracciamo un’ipotesi, creiamo intorno ad essa una specie di cintura protettiva volta a difenderla da tutto ciò che potrebbe disconfermarla. Invece di fare come gli investigatori, i quali intraprendono un percorso logico che comincia con il riscontro delle prove cui segue la controdeduzione, lasciamo che l’iniziale propensione finisca col prevalere anche nelle conclusioni. È a questo meccanismo che si fa riferimento quando si parla di predominio delle ipotesi sui fatti.

Pascoliamo nella pigrizia psichica, affermava Giacomo Dacquino in un suo libro. In effetti, tutti noi manifestiamo una sorta d’inerzia nel riesaminare un’idea, soprattutto quando si tratta di rivedere un’opinione o correggere un giudizio già dato. Tale inclinazione alla perseveranza dimostra che non siamo esseri così tanto razionali. Distorsione cognitiva, viene definita elegantemente. Ignoro del tutto quali meccanismi neuropsicologici sottenda (c’entra il solito lobo limbico?), però so che ne parlava già Bacone: “Quando l’intelletto abbia adottato un’opinione, questa riconduce a sé, a sostegno e conferma, ogni altra cosa”. In altre parole: una volta che ci siamo fatti un’idea mettiamo in atto manovre cognitive capaci di sostenerla e, al contempo, fabbrichiamo alacremente prove in grado di contraddirla. Ogni evento avverso al nostro convincimento viene rielaborato in misura tale da diventare compatibile con esso. Una strategia di manipolazione dei fatti che arriva a sfiorare la perversione. I risvolti possono infatti essere drammatici.

Come scriveva Prezzolini in L’arte di persuadere: “Una persona che ha già in mente come devono essere andate le cose, crederà più alla bugia che gli dà ragione che alla verità che gli dà torto”. Jago lo sapeva fin troppo bene.

9 responses to “Il predominio delle ipotesi sui fatti”

  1. Avatar prishilla

    Hai descritto molto bene un meccanismo assai noto e comprovato, sia in letteratura che in psicologia. D’altro canto, una volta che ci siamo fatti l’idea che sia proprio così…..!!!
    Scherzi a parte, è anche necessario dire che questo meccanismo pare essersi sviluppato nell’uomo come adattamento. Genera distorsioni, certo, ed in certe persone o circostanze è perfino patologico; può risultare estremamente disfuzionale all’esercizio di certe attività (tant’è che in certe professioni – tutte le professioni diagnostiche, ad esempio – è necessario imparare molto bene a rompere questo automatismo, ma proviamo a pensare a cosa succederebbe se non procedessimo ad una rapida e approssimativa conferma delle nostre ipotesi nell’agire quotidiano. Probabilmente impiegheremmo tutta la giornata a preparare la colazione e l’intera settimana per fare la spesa!
    Buon we! ciao, Prish

  2. Avatar Pim

    Hai ragione, questo atteggiamento ha un risvolto per così dire economico: non potremmo mai mettere in atto delle procedure di verifica in ogni circostanza, sarebbe qualcosa che avrebbe a che fare con i disturbi ossessivi-compulsivi, finiremmo per non uscire più di casa… Dobbiamo a priori “far finta che”: anche di aver ragione, in modo da procedere oltre. Basta esserne consapevoli, non credersi onnipotenti. La realtà è una costruzione costante, ma anche precaria…
    Ciao Prish, grazie per l’intervento. Buon we anche a te.
    Pim

  3. Avatar PuntoG

    Mi aggancio a Prishilla che condivido.
    Aggiungo che ci fossero i meccanismi “giusti”, oltre che dilatare i tempi di preparazione della colazione, non avremmo più quella parte meravigliosa che è un mix di sogni ed emozione. Non ci tufferemmo in amori che nno ci danno certezze assolute. E siccome l’amore (anche) non è un’operazione di matematica dove il risultato è certezza, ci perderemmo quella parte meravigliosa della vita che non è scambiabile con nessuna investigazione logica, nessun predominio della logica sui fatti. Volare con (per) le emozioni è impagabile. Anche se alle volte fanno soffrire. Perchè alle volte fanno gioire.
    Buona pattinata sulle nostre strade Pim
    PuntoG

  4. Avatar douceamère
    douceamère

    In fondo il bello è proprio questo: il nostro vivere ci porta, talvolta, a dover essere dei perfetti esaminatori di tutte le possibili variabili, a spogliarci delle nostre radicate certezze per poter essere il più performanti possibile; dall’altra, vivaddio, ci sono situazioni in cui si possono spiegare le ali e lasciarsi trasportare dal vento magico delle emozioni..

  5. Avatar Pim

    @ Punto G:
    Proprio quando le faccende amorose non prendono la piega auspicata, le frasi del tipo “Eheh, l’avevo detto io” si sprecano. Il pettegolezzo nasconde pura e semplice invidia nei confronti di chi ha il coraggio di mettersi in volo, pur consapevole dei rischi.

  6. Avatar Pim

    @ Douceamère:
    Perfetti esaminatori, ma il più delle volte fallaci perché non abbiamo mai tutti gli elementi per giudicare. Dietro le decisioni che appaiono più razionali sta spesso un tiro di dadi. E allora sì, tanto vale lasciarsi vivere, trasportare dalle emozioni. Meglio sopportare la nostalgia che il rimpianto.
    Pim

  7. Avatar dragor
    dragor

    Ecco, lo avevo detto! Le religioni funzionano proprio in questo modo 🙂
    Ciao Pim, buon lunedi’
    dragor (journal intime)

  8. Avatar Pim

    Ho letto il post, divertente… Le religioni e le ideologie tendono a funzionare in questo modo, occorre invece sviluppare un buon senso critico e non farsi condizionare. Anche con un po’ di senso dell’umorismo, come fai tu.
    Ciao Dragor, a presto.
    Pim

  9. Avatar rosy
    rosy

    essere gelosi fa male alla salute della mente però non si fa altro che rimuginare sopra tradimenti presunti, di solito irreali, quasi come se non cercassimo che una conferma. e più non la troviamo più ci sforziamo….

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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