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(Fotografia scattata a Montreux il 9 aprile 2012)

10 responses to “Freddie”

  1. Avatar antonio

    wow!

  2. Avatar Pim

    Io ho azzeccato la simmetria, il resto l’hanno fatto il cielo e le montagne.
    Grazie, ciao.
    Pim

  3. Avatar Alex
    Alex

    Bellissimo scatto ! Freddie mi fa pensare ad un uomo falco in uno dei peggiori film della storia : Flash Gordon….Flash – a-ah – saviour of the universe…
    Alex

  4. Avatar Pim

    Pessimo film (c’era pure Ornella Muti se ben ricordo) e – ahimé – colonna sonora sulla falsariga. I Queen stavano entrando nella fase dance rock più “sintetizzata”. Molti fans non gradirono.
    Pensa che quell’album l’avevo totalmente rimosso. 🙂
    Ciao Alex, grazie.
    Pim

  5. Avatar giacinta

    Non sapevo di questo omaggio a Freddie! Splendido il modo in cui l’hai ritratto.

  6. Avatar Pim

    La statua che lo ricorda si trova sul lungolago ed è stata inaugurata una quindicina di anni fa. L’inquadratura è nata anche dall’esigenza di eliminare la piccola folla che stazionava intorno.
    Ciao Giacinta.
    Pim

  7. Avatar dragor

    E’ una delle statue più fotogeniche della storia. Gli hai reso giustizia
    dragor (journal intime)

  8. Avatar Pim

    Grazie Dragor. Ripassa domani, se vuoi, metterò on line alcune fotografie di Ginevra.
    Pim

  9. Avatar agnès

    E’ molto bella, viene voglia di andare a passeggiare lì intorno: quando ci sono stata l’ultima volta, la statua non c’era ancora, io ero in gita scolastica, piena di sonno di voglia di crescere…. Sarebbe stato bello vederla già allora… Vorrà dire che oggi la mostrerò a mio figlio e sarà lui a vederci un simbolo per il futuro…. (ma sono invecchiata così tanto?)

  10. Avatar Pim

    Ascolta Agnès… Da casa tua a Montreux ci saranno, metti, quattro ore: appena ti si libera una giornata, magari verso la tarda primavera, prendi l’automobile e ci porti tuo figlio. Il Lago Lemano è molto bello, clima mite, cioccolato a profusione… Una specie di ritorno al futuro… Perché no?
    Un abbraccio, a presto.
    P.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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