1305Tra poche ore un treno mi avrebbe riportato indietro e, forse, tutto avrebbe ripreso a procedere come prima. C’era stato un momento in cui questa realtà alternativa sembrava potesse assumere consistenza e diventare l’unica, ora me ne sfuggiva la disposizione. Eppure, ci aggiravamo nella libreria del quartiere africano commentando con la consueta scioltezza libri e cd che prendevamo in mano per poi riporre negli scaffali. Lei cercava una raccolta jazz da regalare e alcuni dvd che le avevo consigliato (Orson Welles, mi pare). In sottofondo i Coldplay.

Preferisco aspettare che il prezzo scenda, dissi osservando la copertina di Viva la vida. C'era qualche probabilità che fosse l’ultima volta che stavamo insieme e non volevo conservare ricordi malinconici. Lei, con il proprio corpo, avrebbe continuato ad esistere in un altrove a me precluso, insieme a un altro uomo, che era poi il suo uomo, dal quale sarebbe tornata per mettere ordine al passato e inanellarsi un futuro. A me non restava che prendere le distanze, come le avevo promesso che mai avrei fatto.

Mi sarebbe mancato quel sogno condiviso a lungo, così profondamente respirato. Unico conforto, mentre sostavo alla cassa, la voce sorridente di Chris che mi accarezzava la schiena e mi chiedeva di non piangere.

(I Coldplay sono stasera in concerto allo Stadio Olimpico di Torino)

4 responses to “Viva la vida”

  1. Avatar PuntoG
    PuntoG

    Non so se i ricordi servono o se servono ricordi. C’è sicuramente un urlo dentro quelli che, anche se maledettamente lontani, continuano ad evocare un sottile struggimento. Se coltivarli o annientarli è un pensiero che mai si assesta in una curva a plateau. Tendenzialmente, li conservo gelosamente in tasca.
    “Viva la vida”, Pim 🙂

  2. Avatar Pim

    So soltanto che noi siamo i ricordi che abbiamo: costituiscono il tessuto connettivo che tiene insieme il nostro corpo, quindi la nostra mente. Annientarli significherebbe amputarci qualche parte anatomica. Più significativo imparare a dar loro voce, magari farne una storia – che è anche la nostra storia. E fa così bene al cuore raccontare storie quando scende la sera…

  3. Avatar dragor
    dragor

    Una volta vivevamo anche noi di storie. Ci siedevamo sulla loggia con un bicchiere di whisky e guardavamo nel mistero della notte oltre l’alone dorato della lampada. Poi è arrivata la TV è ha guastato tutto
    dragor (journal intime)

  4. Avatar Pim

    Basta spegnere la tv e accendere un buon libro… 🙂

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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