La ValseEsterno notte. La mdp inquadra in campo lungo un paesaggio
agreste, sopra il quale la luce lunare filtra attraverso nubi gonfie di
pioggia. Si ode un cupo brontolio di tuono. In lontananza appare la sagoma di
un castello. Carrellata in avanti e poi verso l’alto. Al piano nobile un salone
illuminato a festa, è in corso un gran ballo. La mdp si fa largo ondeggiando
tra le coppie danzanti – tutti hanno il capo velato come in un quadro di
Magritte -, passa accanto al pianista che porta una benda sugli occhi, poi
prosegue rimontando l’ampio scalone a emiciclo. Giunta al piano superiore
s’inoltra lungo un corridoio buio ed entra in una stanza dove, sul letto a due
piazze, giacciono soprabiti e pellicce. Il vento muove lievemente le imposte
socchiuse. La mdp riprende il movimento uscendo sul terrazzo, imbocca una scalinata laterale in pietra, scorre verso il basso, al fondo raggiunge un uomo
vestito di scuro che sta correndo nel parco. Senza mai voltarsi, costui si
arrampica su una cancellata e la scavalca agilmente. Ad attenderlo in strada
una limousine brunastra anni ’30. Sale a bordo, sul sedile posteriore trova un
individuo, il volto nascosto nell’ombra. I due cominciano a parlare, ma la
musica copre le loro parole. L’auto si allontana, svolta e si dilegua in un
sentiero nel bosco. Soft cut. L’inquadratura successiva ci mostra nuovamente il
salone, ora deserto. Le coppie che ballavano sono scomparse. Resta soltanto il
pianista – la testa piegata da una parte, la benda sugli occhi – che suona
sempre più forte. Sono gli ultimi accordi. La musica termina all’improvviso.
Cala il silenzio. Dissolvenza in nero.

(Ascoltando La Valse, versione per pianoforte, di Maurice Ravel)

12 risposte a “La Valse”

  1. Avatar dragor
    dragor

    Io avrei fatto come quel tizio, in quel castello non ci sarei rimasto nemmeno un attimo. Ravel preferisco suonarmelo da solo e senza la benda sugli occhi. Bella sequenza cinematografica, ma è una fine o un principio?
    Ciao Pim, buona giornata
    dragor (journal intime)

  2. Avatar Pim

    Una fine o un principio… bella domanda, Dragor… non lo so. Adesso che ci penso, potrebbe essere l’una e l’altra cosa, una sequenza di apertura ripresa come finale, qualcosa di circolare… come circolare è il tempo in 3/4 del valzer…
    Grazie per il contributo, buon sabato e a presto.
    Pim

  3. Avatar Prishilla

    La mdp protagonista. Mi piace molto. Vorrei che fosse ‘un inizio’… nel senso che vorrei leggerne ancora!
    Buon we, caro Pim
    Prish

  4. Avatar Prishilla

    non ci credo: ho scritto un inizio con l’apostrofo! mi ci vuole proprio un we di riposo! sorry…..

  5. Avatar Pim

    Nessun problema, Prish, gli errori sfuggono quando la stanchezza prende il sopravvento sulla sorveglianza dello stile (che è una delle tue caratteristiche). Per tua tranquillità ho fatto io la correzione. 🙂
    Buona domenica anche a te.
    Pim

  6. Avatar Prishilla

    Sei un padrone di casa impeccabile, Pim!
    🙂

  7. Avatar rosy
    rosy

    richiama eyes wide shut, con toni meno drammatici.

  8. Avatar Pim

    Fuochino. Il pianista bendato arriva (inconsapevomnente) da Doppio sogno di Schnitzler, novella da cui Kubrick trasse il film che citi. Misteri del flusso di coscienza…

  9. Avatar agnès

    Stavo proprio pensando a Schnitzler, mi hai anticipata… Senz’altro una lettura più intrigante di quella a cui sono rimasta appiccicata in questi giorni – stile carta moschicida….

  10. Avatar Pim

    Beh, non si possono sempre leggere libri impegnati, le divagazioni (anche quelle più commerciali, sfumature e colpi di spazzola compresi) sono necessarie. E poi permettono di tenersi aggiornati su stili e tendenze.
    Ciao Agnès, a presto.
    P.

  11. Avatar agnès

    … è anche vero che abbiamo dentro di noi un momento giusto ed uno sbagliato per ogni tipo di lettura… ad esempio – e qualcuno mi fulminerà, ho provato a “chiedere alla polvere” un paio di volte, ma forse non sono ancora pronta (oppure sono già troppo vecchia?)
    E anche Doppio sogno mi è stazionato parecchio sul comodino prima che avessi la giusta spinta a leggerlo – quel mix di curiosità, pazienza, onda emotiva che invece, per le spazzole e le sfumature, usa e getta come sono, non c’è bisogno di ricercare..

  12. Avatar Pim

    Verissimo, Agnès: per i libri, come per i film, esiste un tempo giusto del tutto interiore, inutile forzarlo. L’inconscio ci tiene lontani dalla fruizione per motivi che conosce solo lui, meglio assecondarlo.
    P.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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