Quadrato nero su fondo biancoScriveva il pittore russo Kazimir
Malevič: << Quando nel 1913… esposi un dipinto che non rappresentava
altro che un quadrato nero su uno sfondo bianco, i critici e il pubblico si
lamentarono. “È andato perduto tutto ciò che noi abbiamo amato, siamo in un
deserto, solo un quadrato nero su un fondo bianco ci sta davanti”. E cercavano
parole schiaccianti per allontanare il simbolo del deserto e ritrovare sul
quadrato morto l’immagine preferita della realtà, l’oggettività reale e la
sensibilità morale
>>.

È trascorso un secolo e noi siamo ancora qui, davanti a questo dipinto, a chiederci come.

3 risposte a “Quadrato nero su fondo bianco”

  1. Avatar Alex
    Alex

    Almeno non lascia indifferente. Io lo detesto questo quadrato nero ! Mi ricorda la scuola quando sei chiamato alla lavagna…
    Alex

  2. Avatar dragor
    dragor

    Tipico nihilista russo. Poveretto, non sapeva che il bello doveva ancora arrivare
    dragor (journal intime)

  3. Avatar Pim

    @ Alex:
    Anche a me ricorda una lavagna. Tantevvero che, potendo, la ricoprirei di disegni e scritte.
    @ Dragor:
    Il bello dell’arte sta proprio nella facoltà di precognizione, di presagire il futuro. Molti autori posseggono doti di straordinaria sensibilità in questo senso e Malevič ha saputo intuire e cogliere nel suo tempo presente i segni della realtà che doveva venire.
    Grazie, ciao.
    Pim

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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