Si potrebbe tentare con l’elettroshock
dragor (journal intime)
La poesia è molto bella e anche il richiamo alle immagini.
Suggerisce la reazione ad una forte emozione nel suo autore.
Tesea
la stamperei sul muro di fronte alla scrivania!
splendida e verissima
prish
@ Dragor:
Temo che l’elettroshock peggiorerebbe il quadro clinico… 🙂
@ Tesea:
Più che un’emozione, che è sempre qualcosa di reattivo, un sentimento di inadeguatezza, anche di sconforto.
@ Prishilla:
Sarebbe un’onore. pensa invece che ho tenuto per anni queste righe in un cassetto. In un’agenda, scritte a matita e poi abbandonate lì.
Grazie.
Pim
Io la ruberò per attaccarla sul mio blog.
Credo che il senso di smarrimento e sconforto sia però ben maggiore per quelle parole mai dette, per silenzi tombali, per spalle in dissolvenza
.
Ciao Pim
PuntoG
In effetti si potrebbe provare a fare una classifica dei motivi di sconforto, G., credo che i tuoi sarebbero quantomeno nella top ten. Sarebbe bello se sapessimo trasformarli in occasioni di rilancio.
Ciao, a presto.
P.

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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