Maratona di BostonÈ qualcosa
di difficile da accettare, ma esistono rebus che non hanno chiave. Combinazioni
di parole, figure, immagini, numeri, restano insolute e oscure perché ai
princìpi delle cose non abbiamo accesso. Non disponiamo di soluzioni magiche.
Possiamo soltanto offrire la nostra presenza concreta, un affiancamento, la reciproca
condivisione. Essere nel mondo accanto agli altri, soprattutto là dove si
trovano sofferenza e angoscia. È già tanto.

9 risposte a “È già tanto”

  1. Avatar Tesea
    Tesea

    Sono d’accordo. Ma senza retorica, con il cuore.
    Tesea

  2. Avatar Pim

    Offrire una speranza con il cuore, sì, certo.

  3. Avatar rosy
    rosy

    ma come è difficile trovare le parole giuste, pim….

  4. Avatar Pim

    Non so neanche se esistono parole giuste o appropriate, che non siano inutilmente consolatorie. Credo che nei momenti luttuosi sia indispensabile offrire la propria presenza ed essere capaci di accogliere il dolore dell’altro. È già tanto, appunto.
    Ciao Rosy.
    Pim

  5. Avatar dragor
    dragor

    Esistere significa condividere. Siamo tutti interdipendenti…
    SOS Sono spariti tutti i commenti dal mio ultimo post. Ho paura di averli cancellati per sbaglio mentre cancellavo gli spam. Non vorrei avere marcato come spam qualche commentatore. Potresti vedere se riesci a pubblicare sul mio blog?
    Grazie Pim, a presto
    dragor (journal intime)

  6. Avatar Badev

    Avverto un piccolo specchio a qualcosa che scrissi qualche giorno fa. Siamo troppo dentro al rebus per avere la soluzione, da lì dentro possiamo solo offrire una spalla o un orecchio. xxx

  7. Avatar Pim

    Complimenti per la memoria. 🙂
    In effetti ho rimaneggiato la risposta che diedi ad un post molto intenso che scrivesti un paio di settimane fa. Non butto via niente, ecco…
    Grazie, ciao.
    Pim

  8. Avatar Prishilla

    anche se per me è difficile da accettare, non sempre capire è la chiave…

  9. Avatar Pim

    A volte, prima di capire, è necessario un abbraccio preventivo…

Lascia un commento

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Aprile 2013
L M M G V S D
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930