Libri, accumulati come si accumulano i giorni, sulle pareti e sui pavimenti, le nostre librerie sono in fondo la metafora parallela delle nostre esistenze: le pagine scelte, quelle regalateci, quelle che neanche ci ricordiamo più, in cima all’ultima mensola, quelle che chissà dove sono finite, quelle piene di polvere, ormai in fondo a tutto, quelle mancanti, che cercheremo per sempre.
Libri che si accumulano per apposizione, come fonte di esperienza dalla quale abbiamo appreso qualcosa riguardo noi e gli altri. Libri in cima agli scaffali che magari dimentichiamo ma, una volta ritrovati, non sappiamo gettare: perché i libri, come le esperienze, possono sempre essere utili.
Grazie Badev.
Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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