Il gusto proibito del riconoscersi<< Ieri sono passato dalle tue parti >>, disse l’uomo poggiando la tazzina del caffè sul piattino. << Era molto tempo che non tornavo ad Alba. L'ho trovata stranamente piccola, ma a volte la memoria restringe le cose come un lavaggio sbagliato in lavatrice >> Poi, guardando negli occhi la donna che gli stava di fronte, soggiunse: << Ti ho pensato. Magari ci siamo persino incontrati, chissà >>.
<< Ero al mare >>, rispose lei. Fece una breve pausa. << Con… mio marito… >>. Pensò che avrebbe colto nell’uomo un sussulto, almeno un piccolo trasalimento, invece lui restò immobile, gli avambracci puntellati al tavolo. << Peccato >>, continuò allora, come parlando tra sé, << Sarebbe stato intrigante cercare di indovinarti tra la gente. Il gusto proibito del riconoscersi, salutarsi di nascosto… un'emozione che nemmeno più ricordo… >>.

5 responses to “Il gusto proibito del riconoscersi”

  1. Avatar rosy
    rosy

    qualcosa che va oltre la seduzione tra un uomo e una donna che non sono coppia, per essere parola, sguardo, piccoli dettagli….

  2. Avatar Pim

    Soprattutto una storia vera. Al netto del 50%, come sempre. 🙂
    Pim

  3. Avatar Prishilla

    ..il gusto proibito di quel 50%…..!!! 😉

  4. Avatar Pim

    Come per un cono gelato: il biscotto funge sostanzialmente da supporto per la parte sovrastante, quella più gustosa. 🙂

  5. Avatar Luciano
    Luciano

    Relazioni interpersonali non tradizionali e un certo gusto per il mistero: possono uscirne storie significative.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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