20130519_200421<<
Penso a tutti i luoghi
che in questi anni ci hanno visto insieme >>, disse l’uomo guardando il
mare che aveva preso il colore dai suoi occhi. << Sono tanti >>,
asserì lei, << e quante stanze d’albergo, quanti momenti di intimità >>.
<< Paradisi ritrovati, mai perduti… >>. La donna fece un sorriso sfumato.
<< Penso ai paradisi che non abbiamo ancora vissuto >>, proseguì lui,
<< quelli che ora intravediamo e un giorno forse raggiungeremo, toccheremo >>.
Lei voltò il capo, scostando i capelli con la mano: << Il fascino dell’amore
sta in questo incanto che è la nostalgia del futuro… >>. << … Nella
speranza di trovare al termine del viaggio un posto sconosciuto e attraente che
ci induca a fermarci. A restare >>.

2 responses to “Paradisi ritrovati”

  1. Avatar irenespagnuolo

    …E anche paradisi da inventare, con la fantasia dell’amore ovvero con il desiderio 😉

  2. Avatar rosy
    rosy

    emozioni, che restano attaccate addosso a tempo inderminato (almeno loro)

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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