Una perdita personaleLa scomparsa dei registi, degli interpreti che hanno avuto la capacità di raccontare una propria verità, autentica, sofferta, mi rattrista al punto da avere la sensazione che si tratti di una perdita personale. Nelle loro storie avverto infatti echi che riverberano la mia – o una mia possibile.

6 risposte a “Una perdita personale”

  1. Avatar PuntoG

    C’è una sensibilità grandissima in questo post breve e semplice. Mi fa pensare al fatto che consideriamo persone un numero ristretto, quelle che i sono vicine vicine. Tutti gli altri sono incasellati in categorie: il medico, il farmacista, il collega, e così via. Come se dietro non ci fossero vite e storie. Mi fa venire il mal di mare questo pensiero. Credo sia colpa delle mie apnee settimanali 😉
    Sereno weekend Pim
    .G

  2. Avatar Pim

    È un pensiero che, ti assicuro, provoca pure a me un attacco di chinetosi. Con le persone operiamo un lavoro di categorizzazione superficiale, bidimensionale che, peraltro, ci semplifica l’esistenza. Ma c’è una terza dimensione, la profondità: da ognuna si diparte una storia personale che va a costituirne le radici, le quali si intrecciano con infinite altre, tutte incuneate in un terreno comune. Anche le persone più lontane appartengono al nostro humus vitale.
    Non so se mi sono spiegato, G., la faccenda è complicata. E oggi è pure sabato… 🙂
    Un abbraccio.
    P.

  3. Avatar Pat

    Noi siamo i film che abbiamo visto, i libri che abbiamo letto. Li viviamo e li facciamo vivere, non possiamo non sentire un senso di orfanezza alla perdita di coloro che li hanno generati. Ma qui l’eternità compie la sua magia: cio’ che hanno generato germina in noi come un virus che possiamo trasmettere…
    Un abbraccio
    Pat

  4. Avatar Pim

    Vero, Pat, possiamo diventare un veicolo di trasmissione, come gli uomini-libro di ‘Fahrenheit 451″, per mantenere vivo il ricordo.
    Grazie, ti abbraccio.
    P.

  5. Avatar irenespagnuolo

    Concordo con Pat. E mi conforta, molto, l’idea che -quindi- qualcuno/qualcosa sopravviva o meglio viva, sfidi il tempo, sia oltre il calendario.
    D’altra parte il “lutto” è una questione sentimentale. Come potremmo elaborare in un lampo una lacerazione così grande ai nostri sentimenti?
    Pim, in quattro righe condensi molte cose. Percorsi palpabili e altri molto più sottili, tutti molto belli e intensi.
    Humus vitale, già, la faccenda è complicata, oggi è pure sabato…e talvolta è meraviglioso anche solo tracciare un pensiero.
    Grande, Pim 😉
    Un abbraccio
    Irene

  6. Avatar Pim

    Grazie per le belle parole, Irene, a volte i pensieri escono così, senza farsi annunciare… 🙂
    P.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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