All the world's a stage
And all the men and women merely players.
[As You Like It, Act II. Sc. 7]
E’ sul ‘merely’ che son poco d’accordo! 😉
buon lunedì, prish
E chi sono gli spettatori?
dragor (journal intime)
@ Prish:
La vita quotidiana come rappresentazione, ne parlò diffusamente Goffman: tante scene e tanti Sé. Resta la questione di quel merely, hai ragione Prish: non bisogna minimizzare il ruolo psicologico della persona, che non è solo maschera ma talora (purtroppo) è come se lo fosse.
@ Dragor:
Siamo noi quando indossiamo i panni dello spettatore. Anche le poltrone della platea fanno parte della rappresentazione.
Pim
chi ha detto: date ad un uomo una maschera e vi dirà la verità?
🙂
Confesso di essermi rivolto a Google perché non sapevo chi fosse… ma avrei dovuto. 🙂

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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