In quella stazione di transito
dove i treni sospendono la corsa
e uno stridio abbraccia la memoria,
non la lascia più andare,
i vagoni si arrestano esausti,
sembra non ci sia posto per nessuno,
ma qualcuno è già lì,
lì pronto a salire.

4 risposte a “Stazione di transito”

  1. Avatar Prishilla

    Oh, Pim.
    Colpita e affondata.
    Applaudo in silenzio
    Prish.

  2. Avatar Pim

    Veder partire è una costante alla quale non riuscirò mai ad abituarmi. Come a quel senso di spaesamento ogni volta che accade.
    Grazie Prish 🙂
    Pim

  3. Avatar rosy
    rosy

    viaggiare, e non sigillare mai definitivamente nessuna storia….
    rosy

  4. Avatar Pim

    Tanto le storie non tornano mai al proprio posto. 🙂
    Pim

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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