L'altro 9 maggioI media commemorano oggi il quarantennale dal ritrovamento del cadavere di Aldo Moro. Ma non dobbiamo dimenticare che il 9 maggio 1978 fu anche il giorno in cui Peppino Impastato venne ucciso dalla mafia, pagando con la vita la propria personale ricerca della verità.

“Tra la casa di Peppino Impastato e quella di Gaetano Badalamenti ci sono cento passi. Li ho consumati per la prima volta in un pomeriggio di gennaio, con uno scirocco gelido che lavava i marciapiedi e gonfiava i vestiti. Mi ricordo un cielo opprimente e la strada bianca che tagliava il paese in tutta la sua lunghezza, dal mare fino alle prime pietre del monte Pecoraro. Cento passi, cento secondi: provai a contarli e pensai a Peppino. A quante volte era passato davanti alle persiane di Don Tano quando ancora non sapeva come sarebbe finita. Pensai a Peppino, con i pugni in tasca, tra quelle case, perduto con i suoi fantasmi. Infine pensai che è facile morire in fondo alla Sicilia.”

(Claudio Fava, Cinque delitti imperfetti, Mondadori, 1994)

2 risposte a “L’altro 9 maggio”

  1. Avatar rosy
    rosy

    è giusto ricordarlo oggi: il film e la sua vita così legata al radicamento della mafia, all’esperienze delle radio libere e anche al sequestro moro, merita anche esso lo spazio di essere raccontato.

  2. Avatar Pim

    Se non raccontato, almeno va ricordato il sacrificio di un ragazzo che, esulando dalle appartenenze politiche, diventa paradigma di chi paga con la vita il bisogno di giustizia e legalità.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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