I compagniScene di lotta di classe nella Torino di fine Ottocento. Gli operai di una manifattura rivendicano condizioni di lavoro più umane e un salario migliore con uno sciopero a oltranza. La loro azione è ispirata da un professore genovese socialista, appassionato e un po’ scalcagnato, il cui idealismo non trova sempre riscontro nel duro contesto della fabbrica. Il suo intervento sarà però fondamentale per organizzare la protesta, per aiutare gli operai a sviluppare una coscienza collettiva e a difendere la propria dignità.
Il film di Comencini, sentito, dolente, ci aiuta a ricordare che, in tempi di accordi italo-cinesi, i diritti dei lavoratori non vengono tuttora rispettati in molte parti del mondo. E anche nel nostro Paese, che oggi sta dimenticando le ragioni dei più deboli, che si sta chiudendo e incattivendo sempre più.
 

I compagni, di Mario Monicelli, con Marcello Mastroianni, Renato Salvatori, Annie Girardot, François Périer (Ita/Fra/Jug, 1963, 128’). In visione su RaiPlay.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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