AndreaEra diventata un'abitudine quella di regalare i romanzi di Montalbano alla mia mamma. Appena venivo a conoscenza di una nuova uscita facevo un ordine on-line che le giungeva a casa entro un paio di giorni.
"L'ho già terminato!", mi diceva poco dopo con aria soddisfatta, quindi ne discutevamo insieme. Io apprezzavo i primi libri della serie, sul resto della produzione storcevo il naso: Camilleri scrive sotto dettatura di un medium, chiosavo con affettuosa ironia. Anche mamma si mostrava d'accordo con me, sebbene leggesse tutto con estremo piacere e altrettanta avidità.
Il segreto di Andrea Camilleri era proprio questo: sapeva coniugare popolarità e qualità accontentando un pubblico vasto, eterogeneo, senza scendere a compromessi commerciali. Caratteristica che lo avvicinava peraltro a un altro eccellente creatore di romanzi polizieschi come Simenon.
L'appuntamento con Montalbano ha segnato venticinque anni delle nostre vite, ci mancherà.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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