La StoriaPerché ho sempre studiato volentieri la Storia? Quand'ero ragazzo non mi ponevo la domanda: la materia mi interessava, talvolta riusciva persino ad appassionarmi. Alcune epoche, poi, mi intrigavano in particolar modo: la Roma dei Cesari, il Medioevo, l'Ottocento. Di conseguenza prendevo ottimi voti che, direbbe un comportamentista, servivano naturalmente da rinforzo. Sono andato avanti a passo spedito dalle scuole elementari fino al liceo senza accusare il minimo calo di rendimento.

Soltanto in tempi più recenti ho avuto modo di riflettere sulla questione. Durante la mia seconda vita universitaria, soprattutto, quando ho affrontato materie come Storia della Filosofia, Storia della Psicologia, del Pensiero Sociologico, Storia del Cinema. Discipline nelle quali, per inciso, ho continuato a eccellere ottenendo quasi sempre il massimo dei voti.

Alla fine della fiera sono giunto a questa conclusione, forse ovvia ma che sento appropriata: mi piacciono le storie e la Storia è nient'altro che la storia delle storie.

(photo by Pim)

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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