Corto musoNelle corse ippiche capita che un cavallo vinca per pochi centimetri, mettendo la testa davanti a quella dell'avversario. Corto muso, si dice, espressione tecnica resa famosa da Massimiliano Allegri qualche anno fa. Il cavallo che taglia il traguardo per corto muso arriva primo, quello che perde di corto muso arriva secondo. Non c'è bisogno che ci siano cento metri di vantaggio, basta il fotofinish a stabilire l'ordine di arrivo.

Quest'approccio (per così dire) minimalista ma realista si applica efficacemente alla vita di tutti i giorni. Non è necessario strafare, voler dimostrare chissàchecosa a chissàchi, sopravvalutando le proprie risorse ed elevando i livelli di stress, con l'effetto di ottenere sovente un risultato contrario alle aspettative. A questo proposito possono essere prese come spunto le riflessioni di Winnicott sulla madre buona: che è tale non perché fa la supermamma bensì perché sufficientemente buona, cioè capace non solo di nutrire il figlio ma soprattutto di soddisfare il suo bisogno di relazione (accudendolo, standogli accanto, parlandogli…).

Il concetto di sufficienza non è banale come potrebbe sembrare a un'analisi superficiale, secondo il senso comune: non costituisce un voto minimo come a scuola bensì un obiettivo (pensiamoci un attimo!) per nulla semplice da raggiungere. Fare le cose sufficientemente bene significa sapersi gestire in maniera consapevole. Un buon lavoratore, un buon marito, un buon atleta non sono tali in quanto privi di difetti ma perché, conoscendo qualità e limiti personali, sanno riflettere sulle proprie azioni e quindi indirizzarle convenientemente. Fanno cioè il dovuto senza smaniare, senza inseguire propositi tanto trionfalistici quanto illusori, e sanno apprendere dagli errori che inevitabilmente commettono. Si può ottenere un risultato in linea con le aspettative cercando di perseguire la sufficienza senza preoccuparsi dell'eccellenza, accettando la sufficienza senza covare idee grandiose (e fasulle) di raggiungere l'eccellenza – più uno slogan che un obiettivo davvero realizzabile. 

Fare le cose sufficientemente bene è già tanto, anzi è tutto.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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