<< È un periodo difficile >>, sospira Teresa mettendo in ordine i libri. << Stanno succedendo troppe cose molto brutte. Due anni di pandemia, adesso la guerra in Ucraina. Sono agitata, confusa, stanca. >>
<< È un periodo difficile >>, sospira Teresa mettendo in ordine i libri. << Stanno succedendo troppe cose molto brutte. Due anni di pandemia, adesso la guerra in Ucraina. Sono agitata, confusa, stanca. >>Concordo. Le parole però “possono” salvarci, possono anche ferirci o possono essere vuote. Ma le parole devono uscire dal silenzio, cioè dalla riflessione, dal pensiero che abbia un orizzonte verso cui camminare. Oggi la voce si incrina perchè ci sono troppe parole, troppe…
Grazie di cuore
Grazie a te, cara Emilia, le tue parole sono invece sempre puntuali e preziose.
P.

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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