Sto leggendo il libro di intelligenza artificiale di Rita Cucchiara. I gatti hanno un cervello enormemente più semplice del nostro (meno neuroni, meno connessioni) eppure, chi può negare che abbiano una loro forma di intelligenza bella che acuta? E, oltre che acuta, molto funzionale al loro ambito. Un intelligenza che, inoltre, si rivela innegabilmente “relazionale”.
Insomma, viva i gatti!
Gli esseri umani sono un casino!
… tocca dargli costantemente una possibilità, sapendo già che ci feriranno
Personalmente ho capito che mi da più vita una ferita, che non la torre d’avorio della mia solitudine. Ma ammetto sinceramente di oscillare bellamente tra i due luoghi interiori, con tante vie di mezzo
Grazie per la riflessione, Marco, la condivido in tutto e per tutto. Il campo dell’AI mi interessa molto, mi procurerò il libro che citi.

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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