20230910_144323Scrive Massimo Recalcati in Amen (Einaudi editore): "Io, te l’ho già detto, non ho paura della vita, ho solo la maledetta paura che mi venga tolta. […] Se non potessi avere più un corpo, bere, mangiare, respirare, baciare, toccare, vedere, leggere, scrivere, amare. Capisci? Questo è il punto! È semplice. Semplicissimo. […] Io sono solo attaccato alla vita, attaccato alla luce. Non riesco a immaginarmi in una fossa, al buio eterno, senza pensieri, senza piú sentire niente, senza vita…".

L’idea della morte è un retropensiero che accompagna in quest'ultimo periodo le mie giornate, velando di mestizia la mente e i suoi ragionamenti. Anzitutto perché – è naturale – sono legato alle persone cui voglio bene e mi angoscia il pensiero di dovermi separare da esse. E poi perché amo questo mondo, con tutta la bellezza che contiene e di cui voglio fare esperienza ancora e ancora.

(photo by Pim, Èze, 10 settembre)

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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