Ecco il paradosso: perdere tempo e sacrificare le energie migliori nel tentativo vano di prevedere l’imprevedibile e poi restare spiazzati dagli eventi che non abbiamo considerato.
(photo by Pim: Museum of Broadway, NYC, 6 agosto)
Ecco il paradosso: perdere tempo e sacrificare le energie migliori nel tentativo vano di prevedere l’imprevedibile e poi restare spiazzati dagli eventi che non abbiamo considerato.
(photo by Pim: Museum of Broadway, NYC, 6 agosto)
Ci complichiamo l’esistenza con pensieri che appesantiscono il nostro volo altrimenti leggero e veloce.

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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