La verità è che la gente chiede emozioni un tanto al chilo e non vuole sentirsi costretta a pensare troppo.
A volte preferisco fare una bella battuta che dire la verità.
Ognuno vede quello in cui vuole credere, ognuno crede in quello che ha visto.
(C'entrano Feyerabend e anche Quine)
Il capello sottile che divide la sincerità dalla menzogna, il sublime dal ridicolo, la speranza dall'illusione, la costanza dall'ostinazione, l'autostima dalla presunzione.
Se qualcuno è convinto di cogliere nelle mie parole un significato in cui non mi riconosco, avrà trovato qualcosa che esiste nella sua immaginazione e che, perciò, appartiene a lui e non a me.







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