Ciò che mi rende sopportabili le festività natalizie è il fatto che tutto il rituale barboso di auguri e doni se lo porta via la befana.
Qualsiasi obbligo, se si prolunga oltre un limite di sopportazione, a un certo punto diventa molesto. È normale che sia così, è fisiologico direi. Ma se esiste un obbligo che mi appare molesto fin dall'inizio è quello di dedicare energie e risorse a un cerimoniale che non sento consono alla mia natura. E la molestia non tarda a diventare un fastidio francamente insopportabile nel periodo festivo compreso tra natale e capodanno, quando è necessario pianificare i cenoni e organizzare lo scambio degli immancabili regali.
La situazione diventa ancora più insostenibile quanto più le persone intorno a me non capiscono che la mia disposizione d'animo non è affatto favorevole E quella particolare frenesia gaudente che, fino a qualche giorno prima, tolleravo a denti stretti finisce per diventare urticante per l'umore.
Il problema delle festività lo risolve per fortuna il calendario; arriva il sei gennaio e via, ricomincia la cara e familiare normalità del tempo feriale cui ambisco da sempre.








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