Una volta qualcuno mi disse che Natale è il momento in cui l’Eterno si riconduce al Tempo. Non ricordo se pronunciò Eterno e Tempo con l’iniziale maiuscola, però compresi che quelle due parole non avevano nulla a che fare con la fiera delle vanità cui siamo quotidianamente sovraesposti.

Sotto le feste la gente dà il peggio di sé. Sopra le feste pure.

I miei cognati fecero il regalo di Natale 2001 ad agosto 2003. E soltanto allo scopo di chiedere qualcosa in cambio. Qualcosa che non ottennero mai, naturalmente.

"Quando eravamo piccoli ci godevamo di più le feste perché non ci rendevamo conto di essere circondati principalmente da stronzi." (Lisa on the sofa, dal web)

Quando si vuole non si può e quando si può non si vuole più.

Una volta o l'altra mollerò tutto e trascorrerò le festività natalizie a Copacabana oppure a Zanzibar. Giuro che lo farò.

"Let's disappear, shall we?" (Vita Sackville-West, Letters to Virginia Woolf)

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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