Le_trouHo una vera e propria passione per i film d’evasione. Nel senso letterale del termine: film in cui qualcuno cerca di andarsene dal luogo ove si ritrova rinchiuso. Io sto con lui, chiunque sia e qualunque cosa abbia combinato.

Memorabili sono Il Buco, Un condannato a morte è fuggito e La Grande Illusione. Tra gli altri, ricordo con piacere Papillon, La grande fuga e Fuga per la vittoria (mitica la rovesciata di Pelé).

Da bambino seguivo una serie televisiva intitolata Il Prigioniero, nella quale il protagonista era costretto a soggiornare in una specie di realtà parallela. Ogni volta che tentava di allontanarsi, una gigantesca sfera bianca lo avvolgeva e gli faceva perdere i sensi.

Ricordo bene anche Colditz, ambientato durante la II Guerra Mondiale: un gruppo di soldati Alleati tentava ripetutamente di evadere da un carcere militare tedesco. La fortezza che dà il nome al telefilm esiste davvero e si trova non lontano da Dresda.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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