Sono il chierico di ieri, vagante e divagante, l’ebbro errante.
Scrivo e derivo, raccolgo e divulgo.
Perché, per chi, per cosa, chissà.
Per me, se ce n’è.
Se mi dici per te, sussulto ed esulto.
Non chiedo di meglio che asilo nel tuo nido.

2 responses to “Scrivo (e derivo)”

  1. Avatar ilCorriero

    Scrivo e derivo. Perchè? Per chi? Bella domanda. Speriamo che un “te” ci sia sempre ad ascoltarci. Ciao

  2. Avatar Pim
    Pim

    Ma se un giorno non ci sarà più nessuno ad ascoltarci, cominceremo a scrivere sui muri…

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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