Avanti o popolo Ieri ho avuto un flashback improvviso. Ci sono io sul balcone di casa, ho cinque o sei anni, è una mattina d’estate, forse un sabato. Con le mani attaccate al parapetto, guardo di sotto e intanto canterello un motivo sentito chissà dove. Avanti, o popolo, alla riscossa / bandiera rossa, bandiera rossa / e dei nemici vogliam le ossa / bandiera rossa, bandiera rossa... Arriva mia madre, di gran carriera, che mi affibbia uno scappellotto sul sedere. Smettila subito, non si dice così! E perché? A me questa cosa delle ossa diverte tanto…

2 responses to “Avanti, o popolo”

  1. Avatar gloria
    gloria

    Ah ah carino questo post!!
    Baci Gloria (Raccontiamoci)

  2. Avatar Pim
    Pim

    Sei gentile, ti ringrazio. Per fortuna, i ricordi non sono soggetti alla par condicio…

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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