Il Caimano

Il_caimano_1Del Caimano sono state date molte definizioni, ben prima che uscisse sugli schermi. Non è un film di propaganda, come molti si aspettavano – si auguravano o temevano. È soprattutto un film sul cinema, sulla conclusione di una storia d'amore, sulla famiglia in crisi, sull’Italia tormentata di oggi. E naturalmente su Berlusconi, sull’anarchia dei modelli che da sempre propone. Ci avverte che la spaccatura creatasi nella nostra società è grave. Il patrimonio di valori comuni e condivisibili sul quale si fonda la nostra identità nazionale è stato spazzato via. Siamo diventati incapaci di vedere, di capire, di reagire. Ci siamo abituati a fatti che altrove sarebbero considerati insopportabili. Da questa terribile stagione usciamo perciò tutti quanti sconfitti. Intorno a noi rimangono solo macerie: psicologiche, culturali, etiche, politiche, istituzionali, costituzionali. Il Caimano racconta la realtà nella quale siamo immersi. E lo fa in maniera sorprendente.

Il Caimano di Nanni Moretti, con Silvio Orlando, Margherita Buy, Jasmine Trinca, Michele Placido (Italia 2006, 112')

3 responses to “Il Caimano”

  1. Avatar narcisi
    narcisi

    film dichiaratamente sinistroso ed inopportuno sara un boomerang per la sinistra, stasera al giulio cesare in roma con sala 1 quasi piena a fine film solo 4-8 nostalgici hanno applaudito il resto se nè andato deluso poveri voi comunque vada il caro presidente vincera’ sempre …

  2. Avatar Pim
    Pim

    L’arte non è mai inopportuna. Si tratta di un film politicamente schierato (non di propaganda come sostengono quelli che non l’hanno visto), ma non mi pare che ciò costituisca reato. E intellettualmente onesto, cosa rara in questi tempi di ipocrita imparzialità. Il pubblico ha reagito quasi ovunque come dici, perché la terribile sequenza finale raggela qualunque applauso.

  3. Avatar iuri
    iuri

    il film è ben fatto e pone una domanda che non si puo negare possa essere posta.
    Da dove arrivano i soldi?
    fra qualche anno attendo il caimano 2

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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