"Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla".

(G. Tornatore, La leggenda del pianista sull'oceano)

9 responses to ““Non sei fregato…””

  1. Avatar dragor (journal intime)
    dragor (journal intime)

    Caro Pim, un musicista ha sempre una buona storia e qualcuno a cui raccontarla. Te lo dice un musicista.
    Ciao
    dragor (journal intime)

  2. Avatar Guizzo

    Un regista invece ha spesso una buona storia ma nessuno a cui raccontarla… Te lo dice un regista. Ciao

  3. Avatar Prishilla

    Avrebbe potuto dirlo anche Sherazade (si scrive così?)…

  4. Avatar Pim

    Hai ragione, Dragor. Da musicista scadente quale sono, invidio i musicisti veri come te che fanno vibrare le corde del cuore a chi li ascolta.

  5. Avatar Pim

    Guizzo, mi fai tornare alla mente una frase di uno psichiatra che si occupa di cinema, Ignazio Senatore: “La memoria […] è fatta di storie, come quelle che il cinema racconta”.

  6. Avatar Pim

    Hai ragione. Sheherazade era costretta a raccontare ogni notte una storia per non morire.
    Molto spesso, anche noi…

  7. Avatar montgolfier

    le storie sono il modo che abbiamo per cercare di organizzare il senso della nostra vita
    (più che Tornatore, comunque, Baricco, solo per quella storia di dare a Cesare eccetera)

  8. Avatar dragor (journal intime)
    dragor (journal intime)

    Caro Pim, conosci la mia musica soltanto da quello che scrivo…
    Comunque un giorno ti daro’ un saggio della mia specialità: la descrizione letteraria di un pezzo musicale.
    Ciao!
    dragor (journal intime)

  9. Avatar Pim

    Certo, le storie possono aiutare anche a risolvere i conflitti…
    Sono d’accordo con te, Montgolfier: meglio Baricco che Tornatore.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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