L'aria della sera soffia lieve e frizzante. La inalo sperando che spazzi via certi pensieri inquieti che non mi lasciano in pace. Clangore di saracinesche che si abbassano, luci di vetrine che si spengono. Voci indistinte rimbalzano nelle vie deserte dell'isolato intorno alla Mole Antonelliana. Al Massimo va in programma una qualche rassegna cinematografica. Ingresso libero. Non passa certo inosservato un nutrito capannello di imboscati che il richiamo di un film gratuito non lascia indifferenti. Beh, e chi sono io per restare fuori con me stesso?

15 responses to “Ingresso libero”

  1. Avatar Silva
    Silva

    Dovremmo riappropriarci ancora e sempre del tempo per guardare le nuvole, di vederle muovere lentamente sopra di noi e di pensare a delle immagini, guardandole: un pesce, una strega, una motocicletta su cui magari partire e pensare al suono che potrebbe uscire da una motocicletta fatta di nuvole.
    Grazie Pim.

  2. Avatar Betta
    Betta

    Pensare che quando ci sono le nuvole capita che anzichè contemplarle lasciando la propria fantasia a briglie sciolte e plasmarle in qualsiasi cosa, si preferisca fare altre considerazioni. Tipo: “peccato oggi ste nuvole!… sennò sarebbe proprio una bella giornata”
    Ai bambini invece nn possono sfuggire…
    ciao!

  3. Avatar PIm

    Sì, è bello sdraiarsi su un prato ad osservare le nuvole, indovinarne le forme (lo facevano già gli antichi, senza conoscere Freud) e raccontare storie. Come guardare i treni che passano, o ascoltare le onde che risaccano sul bagnasciuga. Ci si riappropria di quell’aspetto contemplativo che la vita quotidiana ci sottrae a forza.

  4. Avatar Aurora
    Aurora

    Oggi una nuvola aveva la forma di un quotidiano: l’Unità.
    L’ho sfogliato, era un soffice piacere sfogliare un quotidiano di nuvola, con le parole cumuliformi e le foto brumose..
    ad un tratto, 6 comparso tu Pim..
    guarda un po’..

  5. Avatar Bruno
    Bruno

    Oggi ho visto una nuvola che aveva la forma di un orso e lì vicino tu, Pim, che lo abbracciavi..

  6. Avatar Pino
    Pino

    stasera ho visto una nuvola
    che mi pareva una cartina geografica, si vedevano tante isole, vicono alla turchia, arcipelaghi, come i tuoi pensieri Pim

  7. Avatar Pim

    Cara Aurora, la tua fantasia è sorprendente. Sei sicura che ero io e non, per dire, Fassino? O Veltroni?
    In ogni caso, io ho sempre la testa nelle nuvole, quindi sai dove trovarmi.
    Ciao.

  8. Avatar Pim

    🙂
    Caro Bruno (o chi per esso), mi sa che tu soffri di una sindrome delle personalità multiple. Il tuo indirizzo di posta elettronica non mi è nuovo, e sono quasi certo che ti sei presentato/a sotto spoglie diverse.
    Comunque sia, forse mi hai colto in un momento di debolezza: in genere abbraccio belle fanciulle, solo raramente ripiego sugli orsi…

  9. Avatar Pim

    “Messico e nuvole”, era la canzone. Ma anche “Turchia e nuvole” non suona male.
    Ciao Pino.

  10. Avatar Bruna
    Bruna

    oggi ho visto alcune nuvole (ma guarda..).
    Una nuvola aveva la forma di una bottiglia di Martini e sotto una scritta (sempre con le nuvole):
    No Martini? No Party!

  11. Avatar Pim

    Oggi ho visto volteggiare tra le nuvole un aereo, che con il fumo tracciava in cielo la scritta “Help!”
    (da “Celebrity”, di Woody Allen)

  12. Avatar Chiara Brusa Gallina
    Chiara Brusa Gallina

    oggi ho visto due nuvole a forma di nancy brilli che si guardava il sedere e sotto la scritta: brilli si guarda la parte migliore di se stessa.
    E ho pensato: ma adesso anche le nuvole sono misogene?
    Mah.

  13. Avatar sabrina
    sabrina

    nuvole a forma di:
    MISS YOU

  14. Avatar SIMO
    SIMO

    nuvole che scrivono;
    TOMORROW

  15. Avatar Wladimaro P.
    Wladimaro P.

    è difficile sognare in giornate serene come questa..

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Giugno 2006
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