Urna_elettorale"L'avevano fatto scrutatore: un compito modesto, ma necessario e anche d'impegno", scriveva Italo Calvino. Vero. Alla fine, però, ho fatto un rapido calcolo: sono rimasto ai seggi 22 ore, più una sabato per le operazioni preliminari e un’altra lunedì riservata a quelle di spoglio. Totale 24 ore, per un compenso di 104 euro. Ovvero, circa quattro euro l’ora. Non sostengo affatto che sia stato un lavoro massacrante: le operazioni di voto alternavano un andamento sonnacchioso a momenti più frenetici, restavano lunghi intervalli da occupare con amenità tutt’altro che burocratiche. Lo scrutinio, sebbene sia stato eseguito in maniera irreprensibile, è terminato in tempi brevi. Capisco inoltre che si tratti di un onorario simbolico per l'assolvimento di un pubblico ufficio: fare lo scrutatore è un dovere nei confronti della collettività, e il servizio che si offre dovrebbe essere, di per se stesso, fonte di soddisfazione personale. Tuttavia non c’è dubbio che poco più di quattro euro l’ora rappresentino un compenso del tutto inadeguato.

2 responses to “La giornata d’uno scrutatore”

  1. Avatar Guizzo

    ciao! hai perfettamente ragione, probabilmente se non dovessimo andare a votare tutte le domeniche ci sarebbero più soldi anche per gli scrutatori!

  2. Avatar Pim

    Ogni tanto qualcuno propone di accorpare le consultazioni elettorali, ma non se ne fa mai nulla.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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