<>. Nel pomeriggio che declina dietro i monti, la sua voce chiara e gentile innesca un rapido cortocircuito spaziotemporale. Lei è lì dove mi trovavo io esattamente dieci anni fa, e ho la percezione che la sua telefonata provenga da allora. Se potessi raggiungerla, colmerei senz’altro quest’intervallo che, nel frattempo, solo per me è trascorso. E l’antica quiete si confonderebbe infine con il silenzio della memoria.
D’in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finché non more il giorno;
Ed erra l’armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell’aria, e per li campi esulta,
Sì ch’a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore:
Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli,
Non ti cal d’allegria, schivi gli spassi;
Canti, e così trapassi
Dell’anno e di tua vita il più bel fiore…







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