Bandiera_della_paceLa pace è un sintomo, rappresenta l’espressione di uno stato psichico equilibrato e armonioso. Prende origine dentro di noi e presuppone l’amarsi. Non nel senso però di una semplice soddisfazione egoistica: l’amore verso sé, e quindi l’essere in pace con se stessi, conduce direttamente alla pace con gli altri. Pace intesa non soltanto come assenza di conflitti (come la salute non è assenza di malattia ma una condizione di benessere psicofisico) ma come desiderio di concordia, di solidarietà e di collaborazione, superando le differenze che spesso sembrano dividerci.

La pace non proviene soltanto da eque riforme politiche, sociali, economiche. Per quanto necessarie, possono mantenerla ma non ne sono la causa. La pace affonda le sue radici in noi: è il frutto di una maturazione interiore, la sublimazione della nostra naturale aggressività nei confronti degli altri. Diventare portatori di pace va quindi ben oltre certo attivismo pacifista che, seppure apprezzabile, non è di per sé sufficiente. Non è scendere in piazza e urlare, a volte con rabbia alimentata da frustrazioni personali e risentimenti politici, contro i signori della guerra. Non è difendere il proprio benessere materiale, la quiete domestica, e rimanere così imprigionati dall’opportunismo e dalla convenienza. Non è proteggersi gli occhi e la coscienza dalla fobia del sangue o dall’orrore che suscitano i corpi mutilati. Non è usare la religione, Dio o Allah, come corpo contundente: uno spirito autenticamente religioso non pratica la violenza, e soprattutto non nasconde interessi economici o di potere dietro l’alibi della fede.

Diventare una persona di pace significa saper riconoscere le piccole e grandi violenze che, quotidianamente, infliggiamo tanto a noi stessi quanto agli altri. Fare quindi un passo in avanti, cercando di superare egoismi, rancori, intolleranze, sforzandoci di comprendere e accettare ciò che ci appare estraneo, persino nemico. E, se possibile, trovare il coraggio di perdonarci e perdonare. Certo, questa è una strada faticosa da percorrere. È difficile accettare che il bene e il male coesistono in ognuno di noi, che non siamo né buoni né cattivi ma entrambe le cose. E che dobbiamo scoprire negli altri gli aspetti positivi che sicuramente possiedono. Però questo è ciò che siamo tenuti a fare se vogliamo dirci veramente portatori di pace.

11 responses to “Portatori di pace”

  1. Avatar dragor

    Caro Pim,
    hai espresso perfettamente lo spirito dello yingyang di cui si fregia Journal Intime. Essere portatori di pace significa prima di tutto riconoscere e dominare la propria violenza.
    Un caro saluto
    dragor (journal intime)

  2. Avatar Guizzo

    Caro Pim, credo anche io che stia tutto li. Io sono veramente un tipo pacifico, ed è per questo che chi mi conosce personalmente ma non bene, a volte fa fatica a riconoscermi nel mio blog. D’altra parte ad essere troppo buoni spesso si è prevaricati. Si può alzare la voce, magari solo con la parola scritta, per far sentire le nostre ragioni. Sediamoci, parliamone. Non c’è bisogno di farci la guerra.

  3. Avatar Prishilla

    Sono completamente d’accordo te e ho molto apprezzato il modo chiaro e diretto con cui ti sei espresso. Penso che la considerazione che la pace non è l’assenza di guerre così come la salute non è assenza di malattia sia un punto di partenza che apre la strada (logica ed emotiva) a tutto ciò che viene dopo. Grazie!

  4. Avatar montgolfier

    un saluto, sono d’accordo, partiamo innanzi tutto da noi

  5. Avatar spank

    Somo d’accordo con quanto scrivi. Tutto parte da noi, nel bene e nel male, sia la pace che la guerra.
    gran bel post!
    spank

  6. Avatar PIm

    Caro Dragor, detto francamente, non ci riesco molto spesso. L’Es è molto prepotente…

  7. Avatar PIm

    Caro Guizzo, a volte occorre alzare la voce per affermare le proprie idee. Non è sempre piacevole, però, almeno in certi contesti, capita che sia necessario – se non doveroso – chiedere rispetto. Questo non vuol dire fare la guerra, ma semplicemente marcare i confini irrinunciabili della propria personalità.

  8. Avatar PIm

    Ti ringrazio, Prishilla. A proposito di salute, spero che la tua stia tornando buona.
    Un grazie anche a Montgolfier e a Spank.

  9. Avatar irene

    Ciao carissimo Pim
    post bellissimo…
    Grazie proprio di cuore !
    Irene

  10. Avatar Pim

    Grazie a te, Irene.
    Un abbraccio.

  11. Avatar pamela
    pamela

    propendiamo per la pace. Sempre.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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