Disteso al sole di un’isola croata, qualche anno fa, fantasticavo di progettare una fuga in luoghi lontani. Svignarmela, darmi alla macchia, scomparire, e rifarmi l’esistenza in qualche angolo sperduto del mondo. Quindi, diventato ricco e potente, ritornare dopo un paio di decenni sotto mentite spoglie a consumare le agognate vendette.
Compiaciuto per aver elaborato una trama dai risvolti così avvincenti, la raccontai a Giulia. << Pim, la tua storia non è nuova >>, disse allora lei guardandomi con condiscendenza. << Non ti piace? >> << Mi piace. Ma prima di te ci hanno già pensato Omero, Dumas e Verne >>. << Già… è vero, hai ragione. Che stupido >>. Lì per lì ci rimasi male, come se qualcuno mi avesse rubato una cassa del tesoro appena dissotterrata. << Non prendertela. Ti voglio bene anche se sei stupido. E questo dovrebbe rassicurarti >>.
Sì, mi rassicura. Però, quell’intenzione, non l’ho affatto abbandonata…





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