Fu allora che volsi gli occhi altrove
Forse una sera, quasi per caso
Nessuna premeditazione
L’amore invade sempre così
L’amore che si desidera
L’amore che si annuncia
L’amore che si rivela
L’amore che si compie
Le acque si spartirono
Senza preavviso
Bagnarono le vene di promesse
Fu come morire e poi rinascere
Rimanendo sempre vivo
Le chiesi se potevo
Conoscevo già la risposta
Mi attirò a sé
Scesi lungo i fianchi
Sorrideva
Riandai nel tempo
Era tutto come prima
Fra noi due fu sempre così
Confusi perché lo volevamo
Ovunque lo volessimo
Trattenendoci
Riprendendoci
Raggiungendoci
Dimenticandoci di vivere
E davanti a noi
Tutto il tempo del mondo
Felice di aspettarci.

Lascia un commento

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Settembre 2006
L M M G V S D
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930